Comunicati i primi risultati dell’indagine sui fabbisogni professionali del territorio. Tra le competenze da potenziare per facilitare l’inserimento lavorativo, le aziende segnalano l’intelligenza artificiale, la geografia italiana, i processi aziendali, ma anche la gestione dello stress e il lavoro di squadra
Il presidente Damaso Zanardo: «I percorsi formativi non possono più inseguire il cambiamento: devono anticiparlo insieme al mondo economico. Nel contesto di trasformazione che stiamo vivendo, il porto di Venezia ha la possibilità di ricoprire un ruolo importante per lo sviluppo del territorio e dell’occupazione»
Venezia, 13 luglio 2026 – La formazione del futuro nasce dall’ascolto delle imprese. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Le nuove rotte per l’innovazione” promosso dall’ITS Marco Polo Academy, che, assieme a VeMarS (Venice Maritime School) ha riunito a Venezia i principali protagonisti della logistica portuale e intermodale per aprire un confronto sul ruolo strategico delle competenze nello sviluppo del sistema economico. L’evento, ospitato lunedì 13 luglio nella sede dell’Accademia Logistica & Mare all’interno della Zona Portuale di Santa Marta, ha visto la partecipazione di rappresentanti del Governo, della Regione Veneto, del Comune di Venezia, di Confindustria, Confitarma, Assiterminal e delle principali aziende della filiera.
Al centro dell’iniziativa la convinzione che la formazione non possa più essere costruita esclusivamente nelle aule, ma debba nascere da un dialogo continuo con il mondo produttivo. Le profonde trasformazioni determinate dalla digitalizzazione, dall’intelligenza artificiale, dall’automazione, dalla sostenibilità e dalla nuova geografia dei traffici impongono infatti competenze sempre più aggiornate e percorsi formativi costruiti insieme alle imprese. Durante l’incontro sono stati comunicati i primi risultati di un questionario rivolto alle circa 300 aziende del territorio che collaborano con l’ITS Marco Polo; questionario, tuttora attivo, che vuole rilevare i profili professionali maggiormente richiesti e verificare il grado di corrispondenza tra i percorsi ITS e le reali esigenze occupazionali del comparto. Uno strumento che rappresenta la base per progettare un’offerta formativa sempre più aderente ai bisogni del mercato del lavoro e capace di accompagnare la crescita del sistema logistico nazionale.
Per il 52,4% delle aziende operative nel settore logistica e gestione dei trasporti, le competenze dimostrate dagli studenti risultano molto adeguate o abbastanza adeguate alle attività svolte in azienda durante lo stage, mentre il 47,6% le giudica parzialmente adeguate e le opzioni “poco o per nulla adeguate” non ottengono riscontri.
Tra i contenuti da potenziare per facilitare l’inserimento lavorativo, le aziende segnalano l’intelligenza artificiale, la geografia italiana, le certificazioni, i processi aziendali, le bolle doganali e i documenti di trasporto, la gestione del magazzino e le capacità relazionali. Tra le competenze relazionali e comportamentali ritenute più importanti, spiccano la gestione dello stress e dei picchi di lavoro (66,7%) e il lavoro di squadra (61,9%).
Passando alle competenze operative necessarie per l’inserimento, la maggior parte delle aziende cita l’utilizzo di strumenti digitali (compresi i pacchetti AI) e di software gestionali, soprattutto in relazione ai processi logistici e doganali. Emergono carenze in termini di soft skill come proattività, curiosità e gestione del tempo, capacità pratiche e di adattamento, competenze relazionali e analisi dei dati, ma anche un preconcetto sul porto come luogo privo di tecnologia e innovazione.
Sulla durata ideale del tirocinio per valutare correttamente lo studente, le aziende si dividono: fino a tre mesi per il 28,6%, da quattro a cinque mesi per il 33,3%, oltre cinque mesi per il 38,1%. Le probabilità di assunzione entro 12 mesi dal termine dello stage, invece, sono alte (61,9%) o molto alte (28,6%) per il 90,5% delle aziende, e basse solo per il 9,5%.
«È la prima volta che organizziamo un confronto di questo livello, mettendo attorno allo stesso tavolo tutti gli attori della logistica e della mobilità delle merci – ha detto Damaso Zanardo, presidente dell’ITS Marco Polo Academy –. Viviamo una fase storica caratterizzata da profondi cambiamenti: i porti stanno evolvendo in hub strategici delle materie prime, la tecnologia sta modificando le professioni e l’intelligenza artificiale ridisegnerà molti processi produttivi. In questo contesto, il porto commerciale e turistico di Venezia ha la possibilità di ricoprire un ruolo importante per lo sviluppo del territorio e dell’occupazione. Per questo, la formazione assume un ruolo decisivo.
Dopo 11 anni di attività abbiamo deciso di avviare un approfondimento attraverso il questionario rivolto alle aziende. Sono loro le protagoniste di questa evoluzione: solo costruendo insieme i percorsi formativi possiamo sviluppare le competenze che serviranno alle imprese di domani e che offriranno ai giovani reali opportunità di occupazione. La formazione non può più inseguire il cambiamento: deve anticiparlo insieme al mondo economico».
Per Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo, «La competitività della logistica si misura sempre più sulla qualità delle competenze. Digitalizzazione, AI, e automazione richiedono figure professionali sempre più preparate, ma il divario tra domanda e offerta è ormai evidente: secondo Unioncamere e il Ministero del Lavoro, tra il 2025 e il 2029 la filiera della mobilità e della logistica avrà bisogno di circa 150.500 nuovi occupati. Già oggi, però, a fronte di un fabbisogno annuo di 8.700-9.800 diplomati negli indirizzi tecnici di trasporti e logistica, l’offerta si ferma a circa 3.900 giovani. È fondamentale rafforzare la collaborazione tra imprese, ITS Academy, scuole e università. L’esperienza dell’ITS Marco Polo Academy dimostra che questo modello funziona. Investire sulle competenze significa investire nella competitività del Paese e nel futuro dell’industria italiana».
Secondo Luca Sisto, direttore generale di Confitarma, «È fondamentale continuare a promuovere il dialogo tra istituzioni, sistema della formazione, università e imprese, affinché i percorsi formativi siano sempre più allineati alle esigenze del mercato del lavoro. Investire nelle persone e nelle competenze significa investire nella competitività del settore e nella sua capacità di affrontare le sfide del futuro».
Il direttore generale di Assiterminal Alessandro Ferrari, ha sottolineato come la formazione e i cambiamenti siano due asset interconnessi del contesto in cui anche le aziende della portualità sono sempre più impegnate: «Abbiamo promosso il primo Executive Master in management dei Terminal portuali, ottenuto una proroga sino al 2027 per il cosiddetto bonus portuale (strumento di confinamento pubblico per la formazione e l’implementazione dei sistemi di gestione) così come promuoviamo costantemente partnership tra le aziende e gli ITS funzionali a cogliere al meglio le opportunità di avvicinare i giovani al nostro settore, fornirgli gli strumenti di cui le aziende necessitano per migliorare i propri processi organizzativi e l’efficienza di tutto il sistema».
«Gli operatori del porto necessitano di personale specializzato, di giovani capaci, che abbiano il desiderio di intraprendere una carriera in questo mondo – ha aggiunto Davide Calderan, Presidente della Venice Port Comunity –. Ecco che il ruolo del Marco Polo è sempre più fondamentale perché genera un ecosistema “win-win”, visto che è in grado di preparare accuratamente i futuri lavoratori del porto, generando una crescita dell’economia sul territorio, oltre a fornire uno sbocco lavorativo che ai giorni d’oggi non è così scontato. Non possiamo che ringraziare l’operato dell’Its e siamo al loro fianco per proseguire sul solco tracciato». «L’economia del mare è una delle direttrici strategiche per il futuro di Venezia – ha sottolineato il sindaco di Venezia Simone Venturini –. Le imprese sono il motore di questo sistema, ma la formazione è il carburante che permette loro di innovare, crescere e creare lavoro qualificato. Intelligenza artificiale, automazione e digitalizzazione stanno già trasformando porti e logistica: servono quindi percorsi costruiti sui fabbisogni reali delle aziende e capaci di aggiornarsi rapidamente. Da questo punto di vista in questi anni l’ITS Marco Polo ha giocato un ruolo da protagonista, con ricadute positive e concrete per tutto il nostro territorio».
Per Valeria Mantovan, Assessore della Regione Veneto all’Istruzione, Formazione e Cultura «La logistica è oggi uno dei principali fattori strategici per lo sviluppo del nostro territorio e, per affrontarne le sfide, non basta accompagnare il cambiamento: occorre anticiparlo. È questa la visione con cui la Regione del Veneto ha sostenuto la nascita e la crescita dell’Accademia Logistica & Mare, investendo in percorsi formativi costruiti sui reali fabbisogni delle imprese. I risultati raggiunti dal sistema ITS Academy, con tassi di occupazione tra i più alti a livello nazionale, dimostrano che il dialogo costante tra istituzioni, mondo della formazione e sistema produttivo è la strada giusta per creare competenze realmente spendibili. Continueremo a investire nella formazione terziaria professionalizzante, nei laboratori e nei campus innovativi, perché è da qui che passa la competitività del Veneto e la crescita delle nuove generazioni».
«La logistica è un’architrave dell’economia nazionale, con un fatturato che supera i 110 miliardi di euro e circa 1,4 milioni di addetti, e si trova oggi ad affrontare sfide epocali – ha dichiarato Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in una lettera fatta pervenire all’evento –. In questo quadro, l’Italia è chiamata a giocare un ruolo da protagonista nel Mediterraneo, bacino che rappresenta oltre il 20% del traffico marittimo mondiale e che, nell’area allargata, produce il 12% del PIL globale. Per questo, il Governo sta portando avanti una riforma organica della portualità per superare la frammentazione programmatoria e dotare il Paese di una strategia unitaria, indispensabile per agire come sistema-paese nelle reti transeuropee dei trasporti TEN-T e promuovere lo sviluppo intermodale. In questo contesto, la formazione di nuove competenze è il presupposto indispensabile per cogliere le opportunità della transizione digitale e green. L’ITS Academy Marco Polo svolge un ruolo fondamentale nel formare le figure professionali che il settore richiede, e il confronto con realtà come questa rappresenta per il Ministero un punto di riferimento». L’iniziativa conferma il ruolo dell’ITS Marco Polo Academy come punto di riferimento nazionale nella formazione della logistica e testimonia la volontà di costruire una rete permanente tra imprese, istituzioni e mondo della formazione. Il polo formativo ha diplomato, nel 2025, 90 studenti; ha all’attivo 10 corsi e 5 percorsi 4+2 con istituti del territorio veneto.
Nel 2025 è stata aperta la sede di Portogruaro per un nuovo corso di Logistics Manager, già presente a Venezia, Treviso e Rovigo e ha preso avvio il corso di Produzione e Manutenzione dei Mezzi di Trasporto con sede a Mestre, fortemente voluto dalle aziende e che ha riscosso sin da subito un grande successo. Da ottobre 2026 partirà il corso di Commissario di Bordo, che va ad affiancarsi ai già consolidati Ufficiali di Coperta e Ufficiali di Macchina, arricchendo l’offerta delle professioni del mare.
Accademia Logistica & Mare
L’Accademia Logistica & Mare è un polo formativo veneziano che riunisce sotto un’unica realtà tre soggetti: l’ITS Marco Polo Academy, specializzato in logistica portuale, industriale, ferroviaria e artistica; la Venice Maritime School (Vemars), consorzio ventennale per la formazione marittima; il Centro di formazione logistica intermodale (CFLI). La sede principale si trova nell’area portuale di Santa Marta, a Venezia, ma le attività didattiche si svolgono anche a Mestre, Treviso, Portogruaro (VE) e Rovigo. La missione dell’Accademia è essere non solo una piattaforma formativa per i mestieri del mare e della logistica, ma anche un ponte culturale tra passato e futuro, valorizzando il patrimonio portuale e industriale veneziano e proiettandolo verso un futuro sostenibile e produttivo. Ufficio stampa: Katy Mandurino – Studio Mandurino – km@studiomandurino.it – M. +39 335 7680682 Alessandro Macciò – Studio Mandurino – am@studiomandurino.it – M. +39 349 4302898